La storia della Padova Ultras: dalle origini ai primi anni ‘80

/La storia della Padova Ultras: dalle origini ai primi anni ‘80

I tifosi di Calcio Padova costituiscono un elemento portante e fanno da protagonisti ad ogni partita, rappresentando l’essenza, la passione e la forza della squadra, condividendo vittorie e sconfitte.

La storia dei tifosi del Padova è articolata ed importante quanto quella della squadra stessa, poiché da sempre la accompagnano e la sostengono, evolvendosi e crescendo con essa.

Le origini del movimento Ultras in una Padova ‘rivoluzionaria’

Il movimento ultras a Padova mosse i primi passi negli anni ’70 fomentato dal panorama socio-politico del tempo.

Nascita del primo gruppo ultras Padova - club magico padova

© Il Padova siamo noi, 2009

Nacque infatti in un’Italia che desiderava il cambiamento, caratterizzata da estremismo politico e rivolte nelle piazze.

In uno sfondo caotico e socialmente acceso come questo i giovani iniziarono ad unirsi in club di tifosi più piccoli, staccandosi dai gruppi principali ed ufficiali a causa di visioni diverse.

Fu così che nacquero i primi Ultras in una Padova già politicamente calda, trasferendo i simboli della contestazione giovanile nelle curve durante le partite della loro squadra.

Nasce il primo gruppo Ultras: il Club Magico Padova

Il ‘Club Magico Padova’ fu il primo club ad avere un significativo seguito, trasformandosi in un vero e proprio gruppo di tifosi ultras.

Era composto da giovani provenienti dal centro di coordinamento principale dei biancoscudati (che esiste tuttora ma con una visione del tifo diversa), ragazzi di età media sotto i 20 anni che decisero di rivedere l’idea del tifo, organizzandone uno particolarmente acceso al fine di portare fomento alle partite, sia all’Appiani che in trasferta.

Sivori tifoso ultras padova

La squadra del Padova in quegli anni non stava avendo gran successo, anzi, nel 1979 era retrocessa in C2, e le grandi vittorie degli anni ‘50 erano ormai solo un lontano ricordo.

Il quartiere generale del Club Magico era il bar Marsala, nel centro storico di Padova, mentre all’Appiani occupava la prima Curva Nord.

Era un gruppo democratico in quanto non esistevano dei ‘coordinatori’, ma uno storico animatore del tifo da ricordare era Sivori, tuttora presente alle partite presso l’Euganeo.

Una nuova concezione del tifo e le rivalità tra tifosi

Il nuovo spirito di tifo, particolarmente spinto e spietato, non riguardò solamente il Padova, bensì coinvolse molte altre città mosse da gruppi estremisti, dando il via ad alleanze e scontri negli stadi.

I rapporti tra gruppi di tifosi cambiavano velocemente in base all’andamento delle partite ed alle rivalità tra città, finendo spesso in risse e litigi.

I Biancoscudati ad esempio avevano stretto un’alleanza con il Vicenza (che in quel momento era in serie A), sostenendosi a vicenda durante le partite, finché alla partita Vicenza-Juventus il Padova si presentò allo stadio tifando Juve, tradendo i Berici che in seguito si unirono ai Veneziani (lagunari) contro il Padova.

Nacque così una forte rivalità, che tuttora permane tra le due tifoserie.

Il Magico Padova era carico di entusiasmo e diede il meglio di sé allo scontro con il Trento il 13 Giugno 1980, segnando una data indimenticabile nella memoria del tifo biancoscudato: 20 mila padovani si presentarono al Bentegodi di Verona delineando il più partecipato tifo in trasferta della storia del Padova.

tifo ultras stadio Appiani Padova

La consolidazione della Padova Ultras

Nei primi anni ’80 l’Appiani era ormai sempre più pieno ed animato, in quanto il gruppo ultras cresceva velocemente diffondendo il suo spirito ed entusiasmo,  acquisendo sempre più successo tra i tifosi.

In seguito alla notevole e veloce crescita venne creato il primo striscione “ULTRAS” dei biancoscudati, a caratteri bianchi su tela rossa, che poi verrà rielaborato e sostituito da quello su tela bianca con una stella a 5 punte al centro. striscione ultras anni '80 padova biancoscudati

Vista la grande affluenza si iniziarono ad organizzare le prime navette biancoscudate per le trasferte: in occasione dello scontro con Civitanova Marche, si organizzò un treno speciale che vide 700 tifosi muoversi per sostenere la loro squadra.

In questa occasione iniziò il rapporto d’amicizia tra gli ultras ed il Centro di Coordinamento, il Padova sbarcò in C1 ed il Magico Padova si trovò a confrontarsi con nuovi gruppi di tifosi molto più preparati ed organizzati.

Fu necessario, anche di conseguenza alla crescita esponenziale del club, introdurre alcune modifiche come ad esempio un cambio di nome.

L’evoluzione: nascono i ‘Leoni Della Nord’

Siamo nei primi anni ‘80 ed il gruppo ultras conquista ufficialmente il suo posto fisso all’Appiani: la Curva Nord.

Tifoseria Ultras Padova biancoscudati leoni della nord

© Il Padova siamo noi, 2009

Questa divenne la casa dei biancoscudati, e con il nuovo nome ‘Leoni della Nord’ che fece presto la sua comparsa sugli spalti, la svolta era ufficiale.

Il nome fu ricercato per conferire un approccio più aggressivo al gruppo, riuscendo allo stesso tempo a mantenere una propria personalità, poiché all’epoca tutte le tifoserie ultras sceglievano denominazioni ispirate alla guerra.

L’idea fu presa dal soprannome che era stato dato all’Appiani, la ‘Fossa dei Leoni’, a causa della vicinanza delle tribune al campo, che rendeva molto difficile il gioco, perciò i tifosi della curva nord si denominarono in modo simbolico i ‘Leoni della Nord’.

Vi è da considerare inoltre che tra gli ultras del Padova era molto apprezzata la squadra del Milan, e si volle quindi rendere omaggio alla sua tifoseria, la ‘Fossa dei Leoni’.

Proprio dai rossoneri fu ispirato il simbolo del leone ruggente e l’inno ultras che tutt’oggi viene cantato sulle note dell’Armata Brancaleone“Leoni armati stiam marciando, siam Leoni della Nord…”

 Leoni della Nord Ultras Padova Biancoscudati tifo stadio striscione

© Il Padova siamo noi, 2009

Gli anni ’80 e gli storici conflitti tra ultras

La situazione socio-politica in Italia stava cambiando, caratterizzata dal boom economico e dalla repressione dello Stato.

Come già detto i gruppi Ultras, non erano un semplice tifo alternativo, bensì un vero e proprio movimento socio-culturale mosso dalla voglia di rivoluzione e dal bisogno di ribellione dei giovani.

Negli anni ’80 si può dire che il movimento ultras diventò più un modo di vivere che di tifare, incarnante il disagio giovanile ed in grado di incanalarlo nel calcio.

Fu proprio per questo che le curve degli stadi divennero delle vere e proprie T.A.Z (zone temporaneamente autonome), cioè delle aree in cui i giovani potevano essere liberi e ‘sfogarsi’, zone libere dalla repressione.
D’altra parte lo Stato preferiva che stessero raggruppati in una zona chiusa e controllata come lo stadio, che nelle piazze.

lo stadio Appiani di Padova negli anni '80

 

Iniziarono a spuntare proprio all’inizio degli anni ’80 anche le prime sciarpe di lana con il nome del club, ma pur avendo fatto grandi passi in avanti ed essendo cresciuto come gruppo ultras, vi era ancora un evidente divario tra i Leoni della Nord e le tifoserie più grandi come ad esempio il Vicenza, con cui vi furono storici conflitti e scontri.


 Continua a leggere la seconda parte della Storia della Padova Ultras: dagli anni ’80 ad oggi❗️❕


 

2018-05-29T09:09:09+01:0012 Aprile 2018|News|

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