La storia della Padova Ultras: dagli anni ’80 ad oggi

/La storia della Padova Ultras: dagli anni ’80 ad oggi

Nel precedente articolo abbiamo visto la prima parte della storia degli ultras di Calcio Padova, dalle loro origini sino agli inizi degli anni ’80.

In questo articolo vedremo la seconda parte, affrontando la crescita del gruppo dagli anni ’80 ad oggi.

 


Leggi la prima parte della Storia della Padova Ultras: Dalle origini ai primi anni ‘8o 


 

Gli H.A.G: Hell’s Angels Ghetto

calcio Padova HAG hell's angels ghetto coreografia stadio

Per quanto il gruppo Ultras Padovano fosse cresciuto, agli inizi degli anni ‘80 era ancora in grosso svantaggio rispetto ai gruppi di altre squadre ben più evoluti e numerosi.

Ne fu la prova il derby con il Vicenza durante il quale ci fu uno scontro che finì con la sottrazione dello storico striscione ‘ULTRAS’ del Padova.
In un’altra occasione i vigilantes acquistarono tutti i biglietti della Curva Nord occupando la curva dei Leoni.

Siamo nel campionato del 1981/82 ed il Padova lottava per la promozione in serie B, non mancavano gli scontri ed il tifo era sempre più acceso.

La rivalità portò gli ultras biancoscudati a vendicarsi, invadendo la curva di casa e rubando lo striscione ‘HOOLIGANS’ dei Trevigiani, che fu successivamente modificato in bianco e rosso e l’immagine di Che Guevara presente al centro dello striscione fu sostituita da una bandiera inglese proprio per rispetto della linea di apoliticità che caratterizzava la curva di quegli anni.

striscione hooligans rubato ai triestini da ultras padovani

Nel campionato del 1983/84 la Curva Nord iniziò ad essere riconosciuta con la sigla ‘HAG’.

Il nuovo nome nacque in modo casuale, poiché alcuni ragazzi del Ghetto tornarono da una vacanza a Londra con delle spille dei biker ‘Hell’s Angels’, le quali riscossero notevole successo tra gli ultras che iniziarono ad indossare giubbotti in jeans con ricamato il nome ed il teschio.

Il termine Ghetto fu aggiunto per rimarcare l’appartenenza del gruppo alla zona di Padova in cui si trovavano i bar frequentati dai curvaioli.
Si possono ricordare il bar di Via dell’Arco, il Belzoni e l’osteria ‘Ale Vecie’, in cui si trovavano anche i primi skinheads.

Con la promozione in B gli ultras crebbero di numero ed il tifo era sempre più animato ed entusiasta, venne inaugurato in questa occasione il nuovo striscione ‘Hell’s Angels Ghetto’, che segnò la storia del tifo Padovano.

hell's angels ghetto ultras padova stadio fumogeni

 

Gli anni della serie B

Gli anni della serie B furono anni di consolidamento di amicizie e rivalità: nel 1984 ci fu il gemellaggio col Bologna (considerato tale ancora oggi), con cui gli ultras del Ghetto avevano in comune la rivalità nei confronti dei vicentini.
Sempre in quel periodo nacque l’amicizia con il Palermo, in seguito ad una vacanza in Sicilia.

spille HAG hell's Angels ultras Padova

Sorsero scontri con nuovi rivali come ad esempio il Pisa, mentre con il Vicenza iniziò un gioco fatto di dispetti e striscioni rubati durante la notte, poiché le due squadre erano in categorie diverse.

Durante il biennio la Nord crebbe molto, ma un illecito sportivo segnò la retrocessione dei biancoscudati in seguito all’incontro contro il Taranto.

In quella giornata il Padova si giocava la salvezza e più di 800 tifosi si mossero in trasferta, ma dopo i grandi festeggiamenti per la vittoria nelle piazze, arrivò la notizia e la squadra si trovò nuovamente catapultata in serie C.

Fu una grande batosta per i tifosi padovani, molti dei quali persero l’entusiasmo e mollarono la Curva, provocando lo svuotamento dello stadio.

La stagione del 1985/86 fu ‘l’anno zero’ per la Padova Ultrà, che dovrà essere completamente rifondata.

Hell's Angel Ghetto Ultras Padova

 

La svolta del 1987: la Nuova Guardia

Alla retrocessione ed alla chiusura della Curva Nord si aggiunse la diffusione dell’eroina nelle piazze Padovane.
La ‘brown sugar’ attirò molti degli ultras, causando apatia, liti, furto dei soldi dalla cassa ed ovviamente morti. Si creò un clima di tensione che portò i pochi superstiti ad allontanarsi dal gruppo disgustati dalla piega che aveva preso il gruppo.

La svolta del 1897: La Nuova Guardia Ultras Padova

In quel periodo un nuovo gruppo di ultras giovani iniziò a trovarsi in piazza Cavour, gettando le basi per quella che sarà la Nuova Guardia.

Il nuovo gruppo era più dinamico ed organizzato rispetto alla spontaneità degli HAG, ma soprattutto spostò l’orientamento politico della Curva Nord (originariamente di sinistra) verso destra.

Presto piazza Cavour divenne il punto di ritrovo di casinisti e pianta grane, non mancavano risse e scazzottate che aiutarono però a creare un nuovo gruppo e riempire nuovamente gli spalti.

Anche in quegli anni ci furono trasferte, fu memorabile quella a La Spezia, nel ‘Picco’, uno degli stadi considerati più caldi all’epoca.
gli anni 90 degli ultrad padova nuova guardiaPresso questo stadio non esisteva il settore ospiti, i quali venivano messi in un lato della gradinata con un cordone di carabinieri a fare da recinzione: quella volta il Padova vinse e i tifosi vennero presi a sassate dai Liguri.
Gli Ultras biancoscudati riuscirono ad aprirsi un varco e tornare al pullman, ma nel tratto dallo stadio all’autostrada si videro buttare giù tutti i vetri.

In un’altra occasione 70 ultras padovani sfidarono un treno di tifosi pisani ed il Reparto Celere di Bologna: fu un episodio eclatante nella storia Ultras padovana, tanto da attirare la stampa intervistò i ‘reduci’ e li dipinse come eroi.

I vecchi Hell’s Angels Ghetto passarono la parola ai ragazzi della Nuova Guardia, entusiasti di poter sedere sulla transenna della Nord e di essersi guadagnati il rispetto.

Nel frattempo per la squadra del Padova arrivò nuovamente il momento della promozione ed inizià ufficialmente una ‘nuova era ultras’ per Padova.

Gli anni ’90 ed una Curva più accesa che mai

ultras padova fumogeni e tifo biancoscudati

La Curva Nord crebbe, tanto da raggiungere il livello dei gruppi che un tempo erano considerati irraggiungibili.

Nel 1991 l’Appiani divenne bollente e non lasciava spazio a tifoserie avversarie: chi entrava difficilmente ne usciva vivo, poiché gli ultras della Nord brutalizzavano chiunque.

In questo periodo si incrina parecchio anche il rapporto con le forze dell’ordine, divenendo il primo nemico da assalire ed eliminare per gli ultras.

A partire dall’inizio degli anni ’90, il fulcro della Nord comincia ad abbandonare la massa dei tifosi in trasferta per presentarsi poi a sorpresa nella “tana” delle tifoserie di casa.

Una linea “all’inglese” come veniva definita in quegli anni, o “casual” come viene chiamata oggi, che portò un bel po’ di fama ai ragazzi della Nord, quella degli ‘hooligans’.

Per tutti questi motivi gli anni che vanno dal 1991 al 1994 verranno sempre ricordati come i migliori del movimento ultras padovano.

Il trasferimento all’Euganeo e la caduta degli Angeli ribelli

Gli ultimi anni prima della costruzione del nuovo stadio furono i migliori per gli HAG: il 26 Marzo 1994 gli ultras biancoscudati scatenarono il caos dentro l’Appiani e nelle strade limitrofe.

Quel giorno la repressione dello Stato fu pesante, con arresti, denunce e diffide inusuali all’epoca.

Le accuse spesso erano infondate ed il gruppo iniziò a sentirsi realmente minacciato, non rendendosi conto ancora totalmente a cosa stesse andando incontro.

1994 il trasferimento allo Stadio Euganeo e la caduta degli hell's angels

Pian piano la curva si sciolse intimorita dalle conseguenze della repressione e ragazzi che un tempo si lanciavano in domeniche di follia collettiva sparirono nel nulla.
Molti iniziarono a disertare le partite nel nuovo e tanto odiato stadio, preferendo tenere un bel ricordo dello storico Padova all’Appiani.

Il trasferimento all’Euganeo rappresentò per gli ultras una prigione a loro troppo stretta, abbandonando per sempre il tifo.

Dal 1994 gli ultras biancoscudati seguirono le partite dalla Tribuna Fattori, in memoria dello storico radiocronista Gildo Fattori, ma ormai i tempi erano cambiati e gli HAG solo un lontano ricordo.

Da diversi anni ormai la tifoseria organizzata del Padova chiede a gran voce di lasciare quest’impianto, considerato uno scempio e visto come un esilio forzato da quella che era la vera casa del tifo biancoscudato: l’Appiani.

2018-05-29T14:39:42+00:0029 maggio 2018|News|

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